21 novembre 2006

INGHILTERRA: l’accanimento terapeutico è reato

Tempi duri in Gran Bretagna per i medici anti-eutanasia: e' in arrivo una serie di norme e direttive che ne prevede l'incriminazione se non staccano la spina e insistono nella somministrazione di terapie quando invece il paziente ha espresso chiaramente in passato il suo desiderio di non essere curato ad oltranza. Lord Falconer, il ministro della Giustizia, ha gia' avvertito che il medico non disposto ad obbedire al nuovo regolamento (articolato nel 'Mental Capacity Act') rischiera' la prigione o grosse multe. La pena massima sara' di cinque anni di carcere, in quanto il reato e' stato equiparato all'aggressione. In base al 'Mental Capacity Act', che dovrebbe entrare in vigore nel corso della primavera 2007 e ha l'appoggio del ministro della Sanita' Patricia Hewitt, familiari e amici di una persona colpita da un male incurabile e non piu' in grado di intendere e volere a pieno titolo potranno far causa ai medici in caso di accanimento terapeutico. Il 'Mental Capacity Act' dovrebbe dare piena cittadinanza giuridica ai 'living wills' e cioe' ai testamenti di persone che in passato hanno espresso in modo esplicito il desiderio di non essere curate se colpite da una grave e irrimediabile invalidita' che ne danneggia l'attivita' cerebrale.

20 novembre 2006

IL GENE CHE RENDE SENSIBILI AL DOLORE

Dopo la scoperta di Kibra, il gene che determina la nostra memoria, gli studiosi americani hanno scoperto GCH1, un gene che ha un ruolo importante nel determinare la suscettibilità al dolore. Inoltre, una sua particolare variante sembra proteggere dal dolore. La scoperta, che potrebbe portare a future cure anti-dolore, è pubblicata sulla rivista Nature Medicine ed è stata finanziata dai National Institutes of Health degli Stati Uniti. Lo studio è stato condotto su volontari sani e pazienti che avevano appena subito interventi chirurgici in collaborazione con diversi centri statunitensi, fra i quali l'Istituto di Ricerca dentale e craniofacciale (NIDCR) di Bethesda, e l'Istituto per l'abuso di alcolici e l'alcolismo (NIAAA). DOLORE EREDITARIO «Abbiamo scoperto una via completamente nuova attraverso la quale nasce il dolore», ha osservato il coordinatore dello studio, Clifford Woolf del Massachusetts General Hospital e della Harvard Medical School di Boston. «La ricerca - ha aggiunto - dimostra che ereditiamo la sensibilità al dolore, sia in condizioni normali sia quando viene danneggiato il sistema nervoso». Conoscere il gene legato al dolore, inoltre, rende possibile identificare le persone a rischio, ad esempio permette di prevedere quale sarà la loro percezione del dolore dopo un intervento chirurgico. LA RICERCA DELLA VARIANTE Il primo sospetto sul gene della sensibilità al dolore era venuto osservando i geni che si «accendono» in seguito a danni al nervo sciatico. Quello che si sapeva, all'inizio dello studio, era che il gene GCH1 controlla la produzione del GTP cicloidrolasi, uno degli enzimi necessari a produrre una sostanza fondamentale nel processo di produzione di alcuni neurotrasmettitori, la tetraidrobiopterina (BH4). Esperimenti condotti sui ratti hanno quindi permesso di dimostrare, per la prima volta, che sia il gene GCH1 che la BH4 sono coinvolti nella percezione del dolore. «È la prima evidenza - ha osservato Wolf - di un contributo genetico al rischio di sviluppare un dolore neuropatico nell'uomo. La sequenza genetica che protegge dal dolore, presente nel 20%-25% della popolazione, sembra essere un indicatore sia per una minore sensibilità al dolore sia per un ridotto rischio di dolore cronico». Quindi i ricercatori sono andati a caccia delle varianti del gene GCH1 nell'uomo e hanno scoperto che una particolare variante del gene protegge sia dalla sensibilità al dolore cronico post-chirurgico, sia dal dolore acuto. Adesso stanno lavorando per definire esattamente il modo in cui il gene GCH1 viene attivato dalla comparsa di infiammazioni o da ferite e sperano di identificare altri geni coinvolti nella sensibilità al dolore.

(fonte: www.lastampa.it)

04 novembre 2006

Lavori qui? allora parcheggia fuori, non c'è posto per te!

Il buongiorno si vede dal mattino! Ma non nell'Ospedale di Gallipoli. Questo infatti è forse l'unico Ospedale al mondo in cui coloro che vi lavorano, se vogliono venire in auto, devono parcheggiare all'esterno e pagare gli abusivi (nessuno si accorge dei posteggiatori abusivi che imperversano da anni in un parcheggio libero annesso ad un Ospedale? Grande Italia!), mentre degenti, familiari, camperisti, salumieri, cortigiani, turisti fai da te e quant'altro hanno totale libertà di sistemare i propri mezzi di trasporto ovunque, spesso al di fuori delle zone predisposte, in totale disprezzo della buona educazione, preferibilmente proprio lì dove si impedisce il passaggio di mezzi di soccorso o di persone con carrozzelle. E gli addetti alla portineria? chiedetelo a Donato, a cui hanno spaccato il naso con un pugno perchè si era permesso di bloccare un parcheggio selvaggio ed ovviamente non autorizzato di un 'visitatore'. Semplice, basterebbe un Vigilante, come ce ne sono in 'tutti i soliti Ospedali del mondo'. Qui no! Non si discute. E la Direzione Amministrativa non fa nulla? No, cioè si. Ripete l'esperimento già fallito alla grande del badge identificativo da applicare sulla propria auto per poi far prelevare l'auto che ne è sprovvista con un carro-attrezzi convenzionato: esperimento fallito (in realtà mai iniziato malgrado i soldi spesi) anni fa e fallito anche adesso, dato che ancora non è cambiato nulla malgrado siano stati già da tempo distribuiti i cartellini numerati pateticamente esposti da quei pochi 'lavoratori' che ancora riescono a parcheggiare all'interno dell'Ospedale. Continueremo quindi a permettere che tutto questo continui? Sicuramente si, come d'altronde molte delle cose che non vanno (quelle serie, però) e che malgrado siano state denunciate più volte, non sono migliorate, ma continuano ad essere accettate, anzi subìte. Ma ne scriveremo in seguito. Una per una, promesso.

Simone - click sull'immagine per ingrandire.

Quanto eparina somministro?

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17 ottobre 2006

Annunci edonistici

Aggiornamento - Update. Ma in questi giorni sono preso da altri 2 nuovi miei blogs:

Il pasto nudo - Il portale italiano sul web 2.0

I due nuovi siti-blog del dott. Sebastiano Cannata (co-fondatore di questo sito assieme al dott. Simone Salamina):

Qui si parla di Politica, Arte e tanto altro

Qui si parla di Tecnologie, Internet, Gadgets, Informatica in genere

Se preferite potrete facilmente visionare tutti gli aggiornamenti dei due siti qui:

http://feedraider.com/u/arsenico/p/m4407/ - basterà un click sulla notizia per leggerla.

05 ottobre 2006

Il premio Nobel per la medicina

Grazie a un verme batteremo molti virus, Aids compreso, guariremo una serie di tumori e avremo anche farmaci personalizzati con zero effetti collaterali. Il mondo ringrazia due ricercatori americani, che il verme l’hanno studiato a lungo, e li premia con il Nobel per la Medicina e un assegno da 1,4 milioni di dollari: analizzando il Caenorhabditis elegans (un organismo all’apparenza insignificante da appena un millimetro di lunghezza), hanno scoperto uno dei processi biologici fondamentali, comuni a esseri umani, animali e anche piante. E’ l’interruttore molecolare capace di spegnere i geni e di regolare quindi la produzione delle proteine.

Si chiamano Andrew Fire, quarantasettenne della Stanford University in California, e Craig Mello, quarantaseienne della University of Massachusetts Medical School, e dal ‘98, quando pubblicarono il clamoroso annuncio sulla rivista «Nature», hanno provocato una rivoluzione. Le loro analisi hanno portato alla luce l’inferenza dell’RNA che - secondo la traduzione della giuria del Karolinska Institute di Stoccolma - è «un meccanismo fondamentale per controllare il flusso dell’informazione genetica e che contiene una quantità di implicazioni, sia scientifiche sia terapeutiche, pressoché incalcolabile».

Fonte della notizia

Il ruolo dei piccoli ospedali

E' un argomento che a me sta a cuore da sempre. Incentivarli, invece di chiuderli. Qualche idea noi medici ospedalieri l'avremmo in proposito. Ma non si può dire che su questo argomento - e altri - veniamo frequentemente consultati.

Si può scoprire però che anche qualche amministratore d'una grande Regione come la Campania la pensi allo stesso modo.

dott. sebastiano Cannata

Ascoltare l'intervista. Fonte dell'audio l'archivio di Radio Rai1. Giornalista Vito Pindozzi.

Biotronik Lumax ICD con Defibrillatore, Invio Sms, E-Mails, Fax

E' un pacemaker, e sin qui niente di nuovo. E' un defibrillatore, può quindi salvare la vita in caso di fibrillazione. Ma anche questo non è una novità.

Il Lumax può inviare in automatico, sms, email e fax. A chi vogliamo noi. Meglio settarlo con gli indirizzi dell'ospedale e del cardiologo che l'ha impiantato. In ogni caso i dati vengono inviati a un sito web e archiviati per una successiva lettura.

01 ottobre 2006

Lipid Reversal of Bupivacaine Toxicity


Intralipid infusion is used to reverse a period of bupivacaine-induced cardiac arrest in a rat model. Arterial pressure and ECG waveforms are shown.

Uso degli oppiacei nel dolore cronico non oncologico

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